May 9, 2010

ZOMBI

Ponzio Pilato che si lavò le mani dopo aver consegnato Gesù ai carnefici, è oggi presente tra noi sotto mentite spoglie.
Basta entrare in una corsia di ospedale per trovare i nuovi Zombi sfornati dai Ponzio Pilato che la medicina occidentale veste con un camice bianco. La mancanza del senso della misura, cioè del rispetto della vita e delle leggi naturali che la governano porta ad un interventismo estremo che si accanisce sulla persona sofferente e ne stravolge il suo decorso naturale. Come è possibile che tante illustri menti piene di scienza non si rendano conto di come con il loro operare si allontanano dalla retta via? Le conoscenze scientifiche sono enormi, ma ancora agli albori e dovrebbero spingere verso la moderazione e la riflessione. La medicina moderna si basa su interventi che nella maggior parte dei casi sono demolitivi e non costruttivi. La medicina ricostruttiva del film Guerre stellari è fantascienza.
Sorge quasi il dubbio che il motore che muove la scienza occidentale sia la “bramosia del primo della classe” che porta questi individui a cercare il pubblico che li applaude e li osanna come nuovi stregoni. Non importa se dietro di loro le corsie sono piene di Zombi svuotate di anima. La società crede nel potere della scienza e nella cultura della fede massimalista.
“Vade retro prete, vade retro medico”: avete dimenticato le vostre origini, i vostri scopi. La salvezza dell’anima e del corpo non si conciliano con la sete di soldi, potere e dominio sulle persone. Le vostre azioni vanno combattute e la verità va diffusa attraverso l’insegnamento del libero pensiero e della via di mezzo. “Vade retro Satana”: la vostra azione è responsabile della conflittualità del mondo. Altre culture utilizzano il conflitto religioso per combattere questi estremismi della società occidentale. La barbarie non si combatte con la barbarie. I valori naturali dell’uomo sono universali e l’occidente non può permettersi il lusso, salva la sua condanna a morte, di sfornare gli Zombi.

May 3, 2010

Parole sante

Non sono interessato alla politica ma queste frasi mi hanno esaltato>
"Per leticare bisogna essere in due ma io non letico mai",
"per divorziare basta uno solo".
Le frasi sono ad effetto e colpiscono la immaginazione, ma e' possibile fare una riflessione piu' profonda.
Quando due persone leticano vi e' uno scambio di offese ed in base alla loro intensita' la rabbia e l'odio si alimentano fino a livelli estremi che possono arrivare allo scontro fisico o ad altre forme di violenza e cattiveria.
In Asia insegnano a non raccogliere le offese a differenza dell'occio per occhio, dente per dente dei Giudei e dell'offrire l'altra guancia dei Cristiani. Il saggio asiatico resta imperturbabile a qualunque offesa, non raccoglie la sfida ed lascia che il fiume di rabbia ed odio del suo nemico scivoli di lato e gli ritorni addosso. Non raccogliere l'odio della offesa vuol dire lasciarla tutta a chi la fa. Vuoi leticare? letica pure da solo con te stesso, Ti regalo tutto l'odio che vorresti darmi.Se qualcuno ti insulta e' un suo problema che io posso tranquillamente ascoltare e proseguire il mio cammino.
Quando tra due persone vi e' amore la loro unione e' forte e apparentemente imperitura. Se pero' quanche cosa si incrina nel rapporto di coppia, basta una persona per rompere l'idillio amororo e determinare il divorzio. Il sentimento e' personale e quando non c'e'piu' in una persona la coppia e' finita. Basta uno per divorziare. L'altro puo ancora vivere nei sogni ma la realta' e', per lui ben piu' tragica.Inutile piangere sui bei tempi passati. La sofferenza del fallimento della coppia si puo' affievolire con il tempo e con lo sguardo fisso in avanti

Apr 16, 2010

IL POCCIONE



Il Bimbo nacque sorridente e godivo, si guardò intorno, vide il mondo nuovo e gli piacque subito. Il babbo lo cullava e la mamma lo sfamava. Tutti i giorni era servito e riverito, anche quando vomitava il latte puzzolente sulla camicetta nuova, quando tirava il cucchiaio di minestra in faccia alla nonna o quando smerdava il pannolone mentre i genitori facevano la spesa. La sua contentezza era continua. Tutti erano al suo servizio, non gli mancava niente e passava la maggioroparte del tempo attaccato alla poccia della mamma a succhiare il latte. Mancava però lo zucchero! Il pupo cresceva e la sua preoccupazione fu lo studio su come procurarsi il latte zuccherato senza troppa fatica e senza rompersi le scatole. Il pupo cominciò a vivere imparando l’arte del poccione. Più cresceva, più si specializzava nelle richieste di provvigioni facendo sentire in colpa i genitori quando non potevano esaudire i suoi desideri. Il “poccione” era diventata la sua professione principale.
Quanto è meglio aspettare che la mela matura caschi dall’albero direttamente nella bocca aperta, piuttosto che andare a prendere la scala e salire con fatica sull’albero a cogliere i frutti? Perché usare il cervello quando c’è il caro babbo che si adopera per la tua felicità? Perché mettere i calzini puzzolenti in lavatrice quando è più comodo lasciarli nel corridoio?
Morale: quando i figli crescono nell’agio sviluppano l’egoismo e la bramosia. Questi figli possono togliere a chi li circonda la tranquillità, il rispetto e la felicità. In questa evenienza è necessario il taglio dell’ombelicale cordone, che fa rima con il calcio nel coglione

Mar 28, 2010

L’albero si seccò

Prologo: La famigli aveva origini lontane. Il nome deriva da un diminutivo con cui i longobardi e i germanici la Branda, cioè la Spada che nel tempo di consolidò come nome. Aldobrando, Ildebrando ecc. diventarono Bindo, Bindi e Binda. La spada ben si addiceva alla famiglia che già prima del mille scorrazzava in tutta Italia specie in Lombardia e Toscana alla ricerca di donne e castelli. La diffusione dei nomi fu spontaneamente legata alla cupidigia sessuale dei fieri uomini nordici che ovunque si recassero imponevano lo “Ius Prime noctis”. L arte guerriera si consolidò dopo il mille con le crociate. Un ramo della famiglia, non tanto potente, decise di partecipare per rimpinguare gli scarsi possedimenti. Il mare non era la loro specialità e per imbonirsi il Creatore inventarono uno stemma che ricordasse la loro alabarda e la quiete dei delfini. Le guerre in Terra santa non salvarono le anime ne ai cristiani ne al mussulmani e per tutti i combattenti il Creatore ci fu l’appellativo di Infedeli. In realtà a tutti interessavano soldi e potere, la salvezza dell’anima era per i pecoroni che andavano al macello con la promessa di una vita bellissima nell’Aldilà. Le botte che i cristiani presero in quelle terre lontane fecero ritornare il Bindo-Bindi in Italia piuttosto malconcio ma ancora con spirito imprenditoriale. Passando per le terre Italiche si imbatté con la ricca famiglia Petroni. I lungi capelli biondi , la barba ispida e il blu del delfino sul petto fecero colpo sulla giovane fanciulla che abitava nel borgo nascente di Siena. Tra le due famiglie si strinse un patto di ferro. Il Bindi divenne fiero di se stesso perché le sue umili origini potevano, dopo il fallimento delle crociate, errere riscattate con l’i matrimonio con una antica famiglia le cui origini risalivano alla Gens romana Petronia. Correva l’anno 1313 e il capostipite della famiglia Bindi moriva ed era sepolto nella chiesa di San Petrignano a Siena. Uomo ricco e facoltoso lasciò tutti i suoi beni ai figli e ai nipoti più o meno legittimi. La ricchezza fa brutti scersi e nel giro di una generazione tutto scomparse e la famiglia si disintegro proiettandosi in tutta l’Italia.

Intermezzo: Nel mille e settecento il quel di Prato un tizio che si chiamava Mario Bindi decise che i soldi che aveva accumulati erano così tanti che era giunto il momento di mettere su famiglia e di trasferirsi nel contado senese lontano dai fumi puzzolenti delle tesserie.. La forza spirituale e materiale di quell’uomo dette vita ad un albero che presto sormontò tutta la sterpaglia. La marea di famiglie che portava l’antico cognome e che popolava i paesi vicini rimasero arbusti. L’albero crebbe sotto il nonno Giovanni che ebbe nell’ottocento ebbe 7 figli. Il suo patrimonio era cospicuo e con la sua arguzia seppe dividerlo in parti disuguali ma ponderate sul quoziente intellettivo dei figli. Il patrimonio terriero andò per 3/5 a un figlio agricolo, per 1/5 al un medico che aveva la passione della caccia, 1/5 allo zio prete e le case e i soldi al resto della famiglia. Tutti contenti si scrivevano lettere si saluti e si facevano le foto per riempire gli album di famiglia. Il naso adunco era la caratteristica genetica delle donne. La famiglia viveva nell’agio senza sperperi ne ostentazione della ricchezza. La educazione liberale borghese garantiva il rispetto della popolazione e le professioni mediche, giuridiche ed umanistiche aumentavano la deferenza e la riconoscenza di coloro che si rivolgevano ai Bindi.

Epilogo:

le foglie si sono seccate , i grossi rami si sono atrofizzati e i polloni che nascono dalle radici stentano ad irrobustirsi e non rompersi durante i temporali.

Quando tutto il vecchi albero sarà ridotto a polvere e a concime per la terra sarà il tempo per la crescita di un pollone. Da piccolo arbusto si trasformerà in un nuovo albero forse più grande del primo. Il tempo passerà, e chissà se saranno necessari 60.000 anni prima che la vigoria del pollone superi quella dell’arbusto originario.

Mar 27, 2010

I 10 Comandamenti

Interpreto i 10 comandamenti in modo diverso dopo aver studiato la filosofia buddista

Qualcuno dice che saremo Cristiani ed Atei migliori se siamo Buddisti


Io sono il Signore Dio tuo

Tu non sei solo, fai parte di un tutto più’ grande di te

Non bestemmiare

Controlla la mente, non ti arrabbiare e non scaricare su altri le tue colpe

Non nominare il nome di Dio invano

Vivi la tua vita giorno dopo giorno costruendola con le tue forze in modo giusto e pondera

Nov 28, 2009

Responsabilita' genetica

Premetto: sono un ignorante in materia giuridica.
Ho letto che a Trieste, seguendo la giurisprudenza inglese, i giudici fanno uno sconto di pena se riconoscono nel criminale l'origine genetica nella sua azione.
Questa impostazione è sbagliata da un punto di vista scientifico in quanto se l'istinto genetico bestiale dell’azione criminale e' riconosciuto come attenuante, significa disconoscere la teoria dell’evoluzione darwinista.
Il criminale, geneticamente riconosciuto, sarà tale per tutta la vita ed incapace di riabilitarsi per la dominanza dei geni bestiali sulle capacità intellettive superiori di controllo. La tesi di Lombroso è verosimile e deve essere verificata, anche dai giuristi, con studi scientifici per verificare la tesi della dominanza o recessività dei geni della violenza e della paura.
Con questo dubbio non dovrebbe il giurista essere più cauto nello scontare una pena ad un omicida per responsabilità genetiche che in realtà potrebbe essere un aggravante in quanto il giurista è annebbiato dal buonismo utopistico vigente nella società attuale?