Mar 18, 2014

Le emozioni nella meditazione

Le emozioni sono il nutrimento della mente.
Come il corpo ha bisogno di cibo e acqua, la mente necessita delle emozioni. In loro assenza la mente è in una fase di quiete, quando le emozioni sono troppe , la mente è agitata.
Le emozioni possono nascere nel mondo esterno come il gustare un frutto dolce o amaro, o nell'interno della mente come la simpatia o l'antipatia per una persona. Ci sono emozioni semplici che rispondono ad uno stimolo come la rabbia di fronte ad una azione malvagia ed emozioni complesse come l'amore per un altra persona. Quando le emozioni sono giuste si percepisce la felicità, quando le emozioni sono spiacevoli la mente è turbata ed elabora un sistema di difesa. A volte emozioni diverse si presentano contemporaneamente e ciò determina una stimolazione che supera la somma delle singole emozioni con la generazione di troppi pensieri che possono sfociare nella pazzia o con la creazione di circoli viziosi per cui i pensieri divengono ossessivi e monotematici.
Le emozioni, sia positive che negative generano cambiamenti nella mente che si riflettono sul comportamento. Di fronte all'insorgenza di una emozione l'uomo si trova sempre di fronte ad un bivio. Quale è la strada da seguire?  Per una vita tranquilla e felice l'uomo ha solo una possibilità: il controllo delle emozioni. E' come montare su un cavallo e mandarlo al galoppo senza avere le redini per controllarlo.
Prendiamo il primo pensiero che ci passa per la mente su qualche cosa di piacevole; teniamolo fermo per assaporare la sensazione di piacere che affiora. Cerchiamo di allargare questa sensazione e a cercare le sue caratteristiche, i suoi riflessi sul corpo e la sua influenza sulla mente. Il piacere aumenterà man mano che la mente si concentrerà sull'emozione e la sensazione potrà essere intensa, breve, violenta, intermittente, o suffusa.
Questa sensazione va stabilizzata e percepita come un piacere costante e in crescita. L'emozione iniziale non ha più importanza ciò che conta è il benessere della mente. Attenzione! basta un attimo, una distrazione per far scomparire tutto, ma è possibile ripristinare lo stato di piacere concentrandosi nuovamente sul ricordo piacevole scomparso. Nuove sinapsi si sono formate durante la sensazione piacevole e tutto è memorizzato. Più a lungo la sensazione dura, maggiore sarà il ricordo.
Ci sono persone che si allenano in questi esercizi così intensamente che la sensazione di piacere diviene un oggetto reale della mente che può essere osservato tutte le volte che lo desiderano. E' come un monolite in mezzo al prato, intorno al cui girare per osservarlo in tutte le sue sfaccettature. La mente ne sarà ammaliata e si sentirà libera da tutto ciò che esiste nel mondo. Importante è continuare a nutrire la mente con emozioni piacevoli per rendere il monolite sempre più grande come un faro cui fare riferimento. Ogni volta che si sta all'ombra della felicità si formano le sinapsi della memoria.
Il meccanismo del controllo delle emozioni e dell'immagazzinamento del loro ricordo avviene anche per le emozioni negative. Il fascino che le emozioni determinano sulla mente è potente e la mente ne può risultare soggiogata. Il piacere iniziale di una emozione cattiva si trasforma nel tempo in una droga che avvolge la mente e ne determina il comportamento.
Questo è il bivio che ci si trova di fronte. Le emozioni cattive possono essere controllate solo se la mente è esercitata a sviluppare la sensazione di benessere. La meditazione sviluppa la concentrazione e la saggezza che  liberano la mente dalle emozioni cattive.
grazie a Buddhadasa Bikkhu 2012

Feb 26, 2014

Il Cuore: stargate per lo Spirito

L'istituto HeartMath (HMI) svolge una ricerca sulle attività potenziali del Cuore e dei suoi 40.000 neuroni.
Il campo magnetico cardiaco è enigmatico nel suo significato ed in attesa di prove scientifiche, potrei ipotizzare che il Cuore sia la porta della Coscienza. Cioè lo StarGate che mette in comunicazione la Mente con lo Spirito.
Secondo il Tao, i cinque elementi che costituiscono il Corpo sono uniti in un esagramma con lo Spirito. L'energia vitale dell'universo, quindi spirituale, circola nel corpo per l'azione del pericardio.
La Coscienza è quella sensazione che ciascuno prova quando si trova di fronte al bene e al male. La Coscienza è la voce che dice ciò che è buono e ciò che è cattivo. Ogni essere umano sente questa voce, ma la decisione del comportamento è fatta dalla Mente. Questa riflessione ci dice che esistono così due livelli: il Libero arbitrio nella Mente e la Coscienza nel Cuore. La vita di tutti i giorni è un continuo confronto tra bene e male per la sopravvivenza. Ogni momento siamo chiamati a fare delle scelte.
L'antica filosofia Taoista e le ricerche dell'HeartMath Institut sembrano confluire nella solita direzione. L'universo è armonia e tutto sottosta alle sue leggi, compreso l'uomo. Lo Spirito dell'Universo parla con l'uomo attraverso il Cuore indicando il Bene e il Male. Questo è un grande dono che possediamo. Il cuore non è solo una pompa che fa circolare il sangue: il Cuore è lo strumento che ci unisce allo Spirito, al Tao, all'Anima o a Dio. A noi la scelta.

Feb 15, 2014

Il Buddismo tra l'oppio dei popoli

Il Buddismo è una religione che non ha Dio. Quello che i buddisti ricercano è la verità dell'esistenza nella loro mente. La fede, nell'insegnamento di Buddha, porta la persona a comprendere la natura dell'universo e il suo continuo cambiamento. L'obbiettivo del buddista è la propria felicità. Buddha è venerato come un Dio, ma tutti i buddisti sanno che fu un uomo che aveva raggiunto l'illuminazione e che ha insegnato che tutti possono conseguirla. Il Buddismo è sulla lista nera di tutti coloro che odiano la libertà di pensiero delle altre persone. Per questo motivo i monaci buddisti sono stati oggetto di persecuzione e stragi. A differenza dei martiri cristiani non hanno mai imposto alcuna azione di proselitismo o un Regno di Dio. La scelta di aderire al buddismo è personale ed indipendente dall'adesione alla comunità religiosa.
Oggi la vita sociale nei paesi asiatici può essere paragonata a quella di un treno deragliato in modo analogo a quanto avviene in occidente e nel medio oriente. La società del benessere è una illusione su cui Platone disquisì senza ottenere risultati. Tutte le grandi religioni, ma anche le sette più piccole, insegnano i tre comandamenti basilari della convivenza: non uccidere, non rubare, non desiderare la roba e la donna degli altri. Il loro flop, cioè il fallimento su questi semplici obblighi è sotto gli occhi di tutti sia nel leggere la storia degli ultimi 10.000 anni che la cronaca quotidiana. L'oppio dei popoli è stato identificato da Marx nelle religioni come strumenti fuorvianti la verità. Tutti gli individui del passato e quelli contemporanei sono soggetti al contagio dei tre veleni della mente: rabbia, bramosia ed illusione; come l'oppio rende la realtà irreale e modifica il comportamento della persona drogata, così i veleni della mente determinano comportamenti aggressivi con finalità di supremazia. Tra tanti "pastori" delle religioni pochi sono stati e sono immuni da questo contagio. Confucio, Lau Tzu, Cristo, Maometto e lo stesso Buddha hanno elargito i loro insegnamenti in buona fede, ma tra le loro idee e quanto è stato praticato dai seguaci c'è di mezzo il mare. Recentemente la speranza nella Scienza di una nuova vita basata sul progresso sta fallendo miseramente. La ricerca continua del profitto e del potere sembra essere senza limiti nelle élite governative laiche che hanno sostituito quelle religiose.
Considerazione: Il buddismo è l'unica scialuppa che permette di guadare il fiume in tempesta. La via di mezzo attuata con equilibrio senza la morsa della mente avvelenata, è lo strumento che le singole persone hanno a disposizione per sopravvivere in una società in continuo declino. Può sembrare un atteggiamento egoistico, ma se uno vuole vivere nella onestà senza essere coinvolto e sopraffatto nel circolo vizioso dell'odio, dell'avidità e dell'illusione, ha solo una strada da percorrere: essere buddista.

Jan 9, 2014

Il Tempo - Cronache 64. 05 gennaio 2014

5 gennaio 1950 - 5 gennaio 2014 un intervallo di 64 anni che iniziò probabilmente con un urlo quando uscii dall'utero di mia madre nella città di Firenze addormentata nel buio della notte. Il ciclo della mia vita iniziava con una parabola in salita analoga a tanti esseri simili a me. Il plateau è iniziato in un momento indefinito e la discesa della curva è sicuramente la fase attuale. Se certamente le energie corporee sono minori, forse non altrettanto posso dire per la mia attività mentale. I pensieri sono una produzione incessante che segue uno schema di affascinante bellezza che la meditazione mi ha insegnato. Se considero la parabola nella sua globalità, il tempo trascorso è maggiore del tempo rimasto a disposizione, ciò significa che sarà bene utilizzarlo al meglio ed intensificare la meditazione.
Sono a Bangkok e con la mia famiglia Tai, vado in missione umanitaria a portare oggetti utili ai bambini abbandonati all'Orfanotrofio di Pakkred. All'ingresso, in attesa di consegnare le offerte, metto alcune banconote nei salvadanai in plexiglas e la ragazza mi dà un libro da leggere: "The slipping Tiger di Sitthicahi". Nella prima pagina c'è scritto "if we prove that the time is a being, then killing time can be considered a murder". Ho fatto lo sforzo di far uscire dal torpore la mente ed ecco il risultato.
Nella mia professione ho sempre considerato il tempo un entità fondamentale nella cura dei malati e in ospedale non condividevo le terapie attuate con rigidi protocolli che non tenevano conto dello stato fisico, psichico e sociale del malato. La pretesa dei colleghi di rispettare i tempi dei protocolli senza accettare suggerimenti di modifiche per adattarli alle continue variazioni di salute, era una continua fonte di discussione. Il tempo per me era una variabile biologica importante che mi aiutava a non trasformare il malato in uno zombie. Le discussioni e contrasti con i colleghi erano centrati sulla diversa concezione del tempo e, aggiungo, alla riduzione della casistica da portare ai congressi. La frase di Sitthicahi forniva un interpretazione del tempo più avanzata di quello che io stesso immaginavo. Il tempo non è un entità meramente fisica come definito dalla scienza moderna, il tempo è qualche cosa che interagisce alle fondamenta dell'esistenza dell'uomo. Se si immagina il tempo alla stessa stregua di un essere vivente, tutte le volte che il tempo viene sprecato si compie un omicidio. Ammazzare il tempo significa svuotare l'esistenza della sua vitalità e parimenti, rispettare il tempo vuol dire amare la vita, sempre in tutte le condizioni positive o negative.
Il tempo diviene una entità vitale senza la quale non esisterebbe il mondo. La esistenza dell'uomo è così breve che il tempo acquista una dimensione eterna, sovrumana, onnicomprensiva e superiore.
Quanti giorni della mia esistenza sono trascorsi all'ombra dell'insipienza o della non considerazione del tempo?; quante volte ho corso contro il tempo per raggiungere qualche cosa che si è dimostrato insignificante?; il tempo correva da giovane e ora, da vecchio rimane a malapena qualche immagine nella memoria.
La limitatezza della nostra mente stenta a comprendere questo concetto, ma se pensiamo alla nascita di un pensiero ci accorgiamo che questo nasce improvvisamente dal nulla, si concretizza e cresce progressivamente prendendo forma realizzandosi in 10.000 sfaccettature. Così il Tao spiega il divenire del tempo con il passaggio dallo stato di vuoto (Wu Chi) allo stato di pienezza (Tai Chi) in un continuo passaggio dalla forma Yin alla forma Yang. A differenza della concezione della vita occidentale, in Asia il mondo gira in cerchio ed è una interpretazione riduttiva pensare il progredire una linea retta. La vita è un continuo passaggio dalla vita alla morte per il susseguirsi del tempo. Non c'è inizio, non c'è fine e il tempo diviene un entità intrinseca dell'esistenza. La cultura occidentale, che con il suo consumismo e il desiderio di insaziabile benessere economico, sta inquinando l'Oriente con la globalizzazione di una cultura dimentica del tempo. Diviene sempre più evidente che il mondo sta andando verso uno stile di vita in cui il tempo è inquadrato come un accessorio utilizzato per la soddisfazione del corpo. Ho il dubbio che la strada imboccata sia quella indicata da coloro che negando il tempo si trasformano in assassini di se stessi e degli altri. Non è facile giudicare e non è facile ritenere di aver capito come funziona il tempo, ma lo sforzo che mi impongo per il tempo che mi rimane, è quello di utilizzare la mia mente a non perdere il tempo. Nella consapevolezza del mio essere, nel bene e nel male, nel bello e nel brutto, nel positivo e negativo, ricerco l'essenza della vita e di fronte a coloro che si affannano a correre contro il tempo, mi sposto e li lascio correre , sperando nel mio intimo che vadano verso la rupe Tarpea; non certo per rinsavirli ma per terminarli.

Grazie. mr. Sitthicahi 5gen14

Nov 9, 2013

Intelligenza e Stupidità: la famiglia eterea delle seghe mentali

Che cosa è l'Intelligenza e che cosa è la Stupidità? Sui dizionari le parole intelligenza e stupidità portano a queste scoperte: "intelligente è colui che ha grande intelligenza", "stupido è colui che ha scarsa intelligenza".
La parola "stupidità" non è presa in considerazione né dallo Zingarelli né dall'Oli-Devoto: questo è un elemento alquanto significativo.
Il cervello è una sostanza molliccia rinchiusa nella scatola cranica in tutti gli uomini. Questa massarella pesa circa un chilo e mezzo ed è collegata con il mondo esterno attraverso gli organi di senso. Gli occhi, il naso, la bocca, la pelle e gli orecchi percepiscono gli stimoli e li trasformano in segnali elettrici. Questi segnali sono incanalati in condotte elettriche che arrivano alle diverse aree cerebrali. Nel buio più completo della scatola cranica gli stimoli elettrici sono trasformati dalle cellule nervose in suoni, immagini, odori, sensazioni e sapori. A questo punto il cervello elabora i pensieri che a loro volta si concretizzano in azioni e può essere definito come l'organo dell'intelletto, della ideazione e dei pensieri. L'intelligenza è però un'altra cosa, è una entità difficile da spiegare come e quanto la stupidità. E' certo che l'intelligenza non è il contrario della stupidità e per di più la assenza o la presenza della prima non identifica la seconda.  L'intelligenza e la stupidità sono due entità indipendenti e autonome che possono convivere nello stesso individuo e manifestarsi in base alle azioni compiute. Il cervello è un organo abbastanza studiato dai neuroscienziati, ma il funzionamento dell'intelletto è difficile da capire e molte teorie  moderne sono alquanto inconsistenti. L'intelligenza appartiene a quelle entità intangibili che l'uomo possiede e lo differenza dagli altri animali. Pensare che l'intelligenza sia frutto di un processo che ha portato l'uomo a essere l'ultima formazione della storia evolutiva dell'universo sembra una ipotesi alquanto miserabile. Lasciando certi esimi ricercatori a brancolare nel buio alla ricerca della sede dell'intelligenza all'interno del cervello, io appartengo a quelle persone che pensano che l'intelligenza sia la sorella della stupidità, anzi probabilmente l'intelligenza e la stupidità sono sorelle gemelle eterozigote e fanno parte di quella famiglia di entità eteree impalpabili come la coscienza e l'anima su cui gli uomini, fin dai tempi più antichi si cimentano in speculazioni dialettiche all'unico scopo di giocare alle SEGHE MENTALI.

Jul 27, 2013

Sitchin Il veggente del passato

Sitchin ha lasciato questo mondo nel 2010 dopo una vita passata a interpretare gli antichi segni lasciati sulla terra. I suoi ammiratori sono un numero incredibile e il successo dei suoi libri lo testimonia, ma i suoi denigratori ed oppositori sono di gran lunga più numerosi. Come per tutti coloro che posseggono il dono di interpretare i dati in modo originale ed innovativo, Sitchin ha sofferto l'amarezza causata dai detentori dell'establishment delle classi scientifiche come il prof. deSolla Price che lo salutò voltandogli le spalle o l'astronomo Krupp che asseriva un errore astronomico la interpretazione del sigillo numerico VA/243 con il sistema solare(starbyzero). Nel mio piccolo lavorando nel Policlinico di Siena ho convissuto con due eminenti professori dell'oncologia che non esitavano ad alterare i dati delle ricerche mediche pur di dimostrare nelle riviste accreditate le loro idee preconcette a danno dei malati. Questo modo di fare è universale nel mondo scientifico e in quello della fede che non ammettono la ricerca della verità, ma impongono le idee della élite dominante. Coloro che sollevano dubbi o presentano interpretazioni alternative sono screditati ed emarginati. La spiegazione di questo comportamento ha due motivazioni: 1) alcuni individui, come Sitchin, posseggono il bene di vedere oltre. Sitchin può essere definito un veggente del passato perché tutte le volte che analizzava qualcosa di inusuale cercava risposte alle domande difficili. Non solo le linee di Nasca. ma la stessa Bibbia sono interpretati in modo da aumentare la credibilità dei contenuti e la veridicità dei reperti o dei testi. 2) l'onestà intellettuale libera da pregiudizi è una eccezione e lo stesso Socrate bevve la cicuta piuttosto che uniformarsi all'idea dilagante qualunquista e dogmatica dei suoi concittadini. La storia si ripete con gli Annunaki, Dei che colonizzarono la terra 500 mila anni fa, caratterizzati, come gli umani, da sete di potere, litigiosità, bramosia e cattiveria. Sitchin con “l'ultima profezia” dice che niente è cambiato: l'intellettuale onesto deve basarsi unicamente sulle proprie forze. Coloro che lo stimano, sono affascinati dalla sua capacità sintetica ed elaborativa sulla interpretazione della attuale società'.

Sitchin era in grado di rivivere le esistenze pregresse e di vederle come al cinematografo. Una energia paranormale lo spingeva a muoversi tra le rovine archeologiche e a leggere i testi mitici e religiosi dell'antichità. Come tutti coloro che posseggono questo Dono, Sitchin è stato osteggiato dagli "emeriti scienziati", ma tra coloro che si trovano a scegliere tra una verità dogmatica qualunquista e una possibile verità alternativa, io preferisco l'insegnamento di Sitchin.

Jun 8, 2013

Strofa 276 Dhammapada

Il risvegliato ( il Buddha)
può solo indicare la via:
siamo noi a doverla percorrere.
Chi con saggezza riflette
e intraprende il sentiero
è libero dai ceppi di Mara (Satana).


Si potrebbe leggere la  strofa 276 Dhammapada con la mente occidentale.
Una volta che il Profeta Ti ha indicato la strada da seguire per vivere felice, solo la Tua volontà sarà l'artefice di un comportamento equilibrato per imboccare la strada giusta. Ogni azione,  anche la più insignificante, realizza l'attimo fuggente della vita e determina la buona o la cattiva sorte. Il passato e il futuro esistono solo nella mente, il presente è costruito momento per momento dalla volontà di esistere.
Colui che utilizza il libero arbitrio per affrontare i problemi della vita senza farsi condizionare dal mondo che lo circonda è un saggio. L'equilibrio mentale  permettere di seguire la via di mezzo lontano dagli errori e dalla sofferenza della vita. Le tentazioni offerte sotto forma di beni e piaceri effimeri sono del Diavolo o dei Cattivi. La malvagità che regna nel mondo è sempre in agguato e si manifesta sotto molteplici forme per soggiogare gli uomini. La libertà dell'individuo è l'unica difesa efficace, ma deve essere cercata dentro se stessi. Il migliore aiuto è quello che viene dal nostro profondo. Il raziocinio introspettivo e meditativo è il metodo che Ti permette di scegliere saggiamente la strada da percorrere.
Concludendo, il Buddha Ti dice che, se vuoi puoi essere felice devi essere l'artefice della tua vita, libero e senza condizionamenti esterni. Volere è potere